Un Pò di storia

Il semicerchio medioevale del paese di Contigliano domina da un colle la parte terminale della valle Cupa ed è ubicato tra i monti Sabini. Comune di 3400 abitanti si presenta come uno dei centri storici più suggestivi della Sabina. Molte pagine della sua storia restano ancora un mistero, a cominciare dal suo stesso nome, che per molto tempo si è voluto far risalire all'antica Concilia con la mitica isola naturale descritta da Seneca. Il nome Contigliano, con tutta probabilità invece deriva da QUINTILIANUM. In questo territorio infatti sorgeva la villa di Marco Fabio Quintiliano, famoso retore ed oratore del I secolo d.c., amico personale e consigliere dell'imperatore Flavio Vespasiano, originario della Sabina. Quando l'oratore si ritirò dal pubblico insegnamento visse nel proprio "ager Quintilianus" che si popolò di case, costituendo il primo nucleo di abitazioni Avvalora questa ipotesi il rinvenimento di molti documenti (carte dell'Archivio della Cattedrale di Rieti, registri farfensi, ecc..) dove Contigliano era indicato come "CASTRUM QUINTILIANI" o "QUINTILIANUM". Un "castrum" doveva già esistere nel IX secolo, anche se il primo ricordo di un abitato fortificato risale al 1157, (Castrum Quintiliani) che sorgeva sul colle dove si trova la parte più antica dell'abitato. Nel secolo XV Contigliano è il castello più importante della Val Canera poiché, per la sua posizione strategica, Rieti vi esercitava, tramite un vicario, un ben controllato potere. Le prime notizie certe sulla storia di Contigliano che si sono trovate negli archivi si attestano intorno all'VIII secolo, anche se nella zona circostante in località Colledoro, in tempi recenti è stata ritrovata una pignatta colma di monete d'oro che fa pensare che il territorio circostante era già abitato in epoca romana. Comunque siano andate le cose Contigliano per molto tempo non fu che un piccolissimo vivaio di pastori e agricoltori che trovavano sostentamento dalle poche "terre aratoriae" concesse dal paludoso agro reatino (liberamente tratto da "Note storiche" di Roberto Lorenzetti 1985). Fino a che sul finire dell'XI secolo, forse a seguito dell'invasione saracena la popolazione sparsa nelle campagne si concentrò all'interno del centro abitato diventando così un castello fortificato da un semplice villaggio di pastori e contadini. La tranquilla vita del paese fu sconvolta per la prima volta nel 1436 dall'invasione di Iacopo Matteuccio de L'Aquila che vi si insediò come commissario di Micheletto Attendolo Sforza. La signoria sforzesca, malgrado fosse gradita dai sudditi, non poteva certamente essere tollerata dai reatini che oltre a Contigliano si videro espugnare Collebaccaro, Scornabecco (oggi S. Filippo), Poggio Perugino e Cerchiara. Dopo la breve parentesi sottola signoria Sforzesca , fu riconquistato dai reatini e rimase ad essi fedele; a ricordo di questa vittoria, I Reatini murarono sulla facciata del Palazzo Municipale di Contigliano il loro stemma, che è ancora oggi possibile vedere. Il castello nel 1501 venne preso d'assalto da una schiera di soldati di ventura capitanati da Vitellozzo Vitelli, al servizio di Cesare Borgia, che espugnarono la roccaforte. Nella battaglia persero la vita 127 uomini e 5 donne lasciando in vita soltanto 90 persone. Ci vollero oltre cinquant'anni perché il paese potesse risollevarsi da questo drammatico evento, che comunque fu l'ultimo episodio cruento della storia di Contigliano. Da questo momento in poi iniziò infatti un periodo di pace e prosperità mai più seriamente interrotto. Nel 1817, con la definitiva sistemazione dell'assetto della delegazione di Rieti, Contigliano che contava 1282 abitanti in circa 317 abitazioni, divenne sede del governatorato dal quale dipendevano i centri di Greccio, Monte S. Giovanni in Sabina, Cottanello, S. Elia, per una popolazione complessiva di 6941 abitanti. A quell'epoca a Contigliano erano presenti: 2 caffè, un "macello", un forno, una rivendita di sali e tabacchi, una pizzicheria, una drogheria, un "tinozzaro", due mole a grano, una di Pizzoli , una di Prosperi ed inoltre un medico, un notaio ed la farmacia "Battigalli". Vi erano anche due maestri di scuola, due posti gratuiti al seminario di Rieti e le maestre pie. Quasi tutti gli abitanti erano addetti ai lavori campestri. All'inizio del nuovo secolo, attorno agli anni venti, inizia l'esodo verso Roma di giovani ed adolescenti che tentano la fortuna nella vicina capitale. Abbandonato il vecchio castello si inizia a costruire nella parte bassa del paese, fino a raggiungere l'attuale conformazione.